Sabato il Presidente della regione Basilicata, Marcello Pittella, insieme al sindaco di Matera Salvatore Adduce e al presidente del coordinamento di “Sensi contemporanei” Alberto Versace hanno inaugurato, nel Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi la mostra Cineteca lucana, la grande bellezza. Macchine, manifesti, passioni realizzata e curata da Gaetano Martino insieme a Paride Leporace e Marta Ragozzino.
In concomitanza con la riunione del board dell’European Film Academy organizzata dalla Camera di Commercio, la Lucana Film Commission e la Soprintendenza per i beni storici, artistici e etnoantropologici della Basilicata hanno deciso di comune intesa, nell’ambito del programma di candidatura per Matera capitale della cultura 2019, di arricchire la settimana del cinema a Matera con una straordinaria mostra che racconta lo spettacolo filmico attraverso una ricca selezione di materiali della Cineteca lucana, una delle principali collezioni d’arte e documentazione cinematografica d’Europa. La raccolta contiene oggetti, documenti, film, pubblicità cinematografiche, libri, copioni ma anche moltissime macchine per riprendere e proiettare che saranno allestite nelle sale del museo e racconteranno come un grande spettacolo popolare sia diventata la settima arte, facendoci rivivere il cinema dalla sua invenzione alla sue diverse evoluzioni.
La mostra è un omaggio sentito e doveroso a Gaetano Martino che, con passione, competenza e dedizione, insieme alla sua famiglia, ha raccolto questo straordinario patrimonio che appartiene alla storia collettiva.

Martino ha infatti compreso, fin da giovanissimo, che la tecnologia di scarto che rischiava di andare al macero faceva parte di una grande eredità da custodire e tramandare alle generazioni future, che nonavevano vissuto l’epoca del muto, del cinemascope, delle lanterne magiche o del cinema all’aperto. Martino, figlio di un proiezionista come Vittorio Storaro, ha frequentato da bambino la cabina di proiezione esattamente come il protagonista di “Nuovo cinema Paradiso”, non immaginando, allora, di dover prestare le macchine ai film di Peppuccio Tornatore, che in “Baaria” ha ritenuto di omaggiarlo in un cameo vicino ad un suo storico proiettore, mentre propone al pubblico “Cabiria” di Pastrone .
Custodendo ad Oppido Lucano una raccolta di beni culturali di proporzioni eccezionali, Gaetano Martino dialoga e offre materiali spesso inediti o introvabili a studiosi e appassioni cinefili di tutto il mondo e con i suoi prestiti ha arricchito numerose esposizioni e rassegne tematiche. Con questa mostra la Lucana Film Commission e il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo insieme alla Regione Basilicata e Matera 2019 vogliono testimoniare la riconoscenza dell’intera regione ad un grande collezionista che, al pari di Ridola, ha custodito il bello, offrendo un patrimonio da far conoscere al mondo intero, che dobbiamo tutelare con cura e gran rispetto.
La mostra si articola in sette sezioni che partono dall’invenzione del cinema, con le lanterne magiche e poi le immagini in movimento, per arrivare ai capolavori del Muto e proseguire attraverso il grande sogno americano, il Neorealismo italiano fino allo lo sbarco di Hollywood sul Tevere. Il percorso intende evidenziare le macchine come espressione e sviluppo della tecnica, i manifesti come segno artistico e di comunicazione, le passioni che da sempre animano il mondo del cinema. Non mancherà un omaggio ai cinquant’anni del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini di cui ricorre il inquantesimo anniversario e una sorpresa per un regista del board dell’Efa presente a Matera nei prossimi giorni.
La mostra che si inaugura sabato prossimo resterà aperta fino al 4 maggio come sostegno alla candidatura di Matera capitale europea della cultura 2019 arricchendo l’offerta espositiva di uno dei periodi più’ intensi delle presenze turistiche e che potrà essere la prima pietra di quel cantiere che vede nei percorsi di cineturismo lucano un volano straordinario per nuovi modelli di sviluppo del nostro territorio.